ABDEL MAJID EL KODRA 30 Aprile 2014, CIE di Gradisca d’Isonzo


ABDEL MAJID EL KODRA 30 Aprile 2014, CIE di Gradisca d’Isonzo

Per ricostruire esattamente i fatti riguardanti Abdelmajid El Kodra, cittadino marocchino di 35 anni, bisogna partire dagli scontri avvenuti la notte tra l’8 e il 9 agosto 2013 in cui le forze dell’ordine presenti (polizia, carabinieri, finanza ed esercito), si sono rese protagoniste di una dura e violenta repressione per le richieste dei trattenuti nel CIE di Gradisca d’Isonzo (GO).
Quella notte i reclusi stavano festeggiando il Bajram, le celebrazioni a conclusione del Ramadan, quando le forze dell’ordine intervennero in tenuta antisommossa intimando il rientro forzato nelle camerate.
I festeggiamenti si stavano celebrando all’interno della cosiddetta “vasca”, ovvero uno spazio delimitato da pareti in plexiglass situato nel cortile del CIE. Alla resistenza dei ragazzi, i anche e soprattutto a causa del forte caldo che soffrivano all’interno delle celle del CIE le quali, data la conformità strutturale non permettevano una sufficiente areazione –
circostanza confermata anche dalla relazione del dott. Gianni Lidiano Cavallini, direttore della S.O.C. Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria della “Bassa Friulana- Isontina” – le forze dell’ordine spararono gas lacrimogeni CS i quali sono altamente tossici (va ricordato che i gas sono stati sparati all’interno della “vasca” la quale, come già
detto, era uno spazio semichiuso).
Il pomeriggio del 12 agosto successivo, quattro detenuti inscenarono una disobbedienza civile salendo sul tetto del CIE per opporsi al clima di fortissima repressione e violenza da parte delle forze dell’ordine (ad esempio i reclusi non potevano avere
cellulari personali, potevano uscire nei cortili solo a gruppi di due tre persone massimo, non avevano accesso alla mensa per evitare assembramenti). Nelle ore successive molti dei reclusi si unirono alla protesta che le forze dell’ordine represso nuovamente con la violenza e il lancio di gas lacrimogeni CS. Tra i detenuti saluti sul tetto c’era Adbdelmajid El Kodra, rinchiuso nel CIE di Gradisca d’Isonzo dall’8 agosto 2013 su disposizione del questore di Bergamo a seguito del decreto di espulsione emesso dal prefetto della stessa provincia e convalidato dal giudice di pace il giorno prima.
In circostanze non del tutto chiare, Abdelmajid El Kodra, cadde dal tetto e le sue condizioni apparvero subito molto gravi. Secondo la questura di Gorizia il ragazzo avrebbe cercato di scavalcare le mura perimetrali del CIE saltando dal tetto ma, a causa dello scontro con il plexiglass, sarebbe rovinosamente caduto a terra.
A seguito della caduta dal tetto, Abdelmajid El Kodra venne dapprima ricoverato al reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Cattinara a Trieste e, successivamente, in stato di coma irreversibile, all’ospedale di Monfalcone (GO), dove morì il 30 aprile 2014.
La Procura della Repubblica di Gorizia, tramite la PM Valentina Bossi, titolare dell’indagine, iscrisse gli atti relativi “al tentativo di fuga posto in essere da EL KODRA Abdelmajid” nel registro degli atti non costituenti reato ma, con l’accusa di concorso di persone nel reato e di danneggiamento, iscrisse nel registro degli indagati quattro detenuti nel CIE per i fatti
dell’11 agosto 2013 (probabilmente i quattro che avevano iniziato la protesta civile sul tetto). Nessun colpevole.

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