MOUSTAFA ANAKI 10 Agosto 2013, CIE di Crotone


MOUSTAFA ANAKI 10 Agosto 2013, CIE di Crotone

Della morte di Moustapha Anaki, ragazzo marocchino di 31 anni deceduto il 10 agosto 2013 dopo un mese di detenzione, si è saputo solo nove giorni dopo il suo decesso e, forse, solo perché i cinquantuno reclusi nel CIE, proprio a seguito della morte del ragazzo, hanno organizzato una rivolta che ha reso quasi totalmente inagibile la struttura tanto da essere stata successivamente dichiarata inagibile.
Il ragazzo, che già aveva scontato una pena carceraria a Salerno, era stato rinchiuso nel CIE di Crotone in quanto non aveva regolari documenti e, per questo, nonostante vivesse da sette anni in Italia, con parenti sia nel Lazio che in Calabria, secondo la normativa altamente repressiva, non poteva più trattenersi sul territorio statale.
Secondo l’ente gestore della struttura, Moustapha Anaki sarebbe morto a causa di una cardiopatia, infatti, come ha dichiarato Leonardo Sacco, vicepresidente nazionale delle Misericordie, Moustapha Anaki è deceduto a causa di “una morte naturale, Anaki
soffriva di cardiopatia. La protesta era invece legata ai tempi di permanenza”.
Nonostante queste dichiarazioni, molti detenuti nel CIE calabrese dicono che i soccorsi non sono stati tempestivi, e che la la protesta è stata dovuta proprio alla morte per mancanza di soccorsi.

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