Bari


CPT/CIE DI BARI

Il Centro di Identificazione ed Espulsione di Bari Palese – già Centro di Permanenza Temporanea – è una struttura attiva dal 2006 e costruita appositamente per svolgere la funzione di detenzione amministrativa, la quale è stata gestita inizialmente dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, poi dal marzo del 2007 dall’Ente Morale Operatori Emergenza Radio di Bari, infine dal 2013 dal Consorzio Connecting People di Trapani.
Il CIE era diviso in cinque moduli e poteva detenere 196 persone, ma a seguito di una rivolta scoppiata durante la notte tra venerdì 30 e sabato 31 luglio del 20101, e che ha consentito a sei detenuti di fuggire, la capienza massima è stata ridotta a 112. Inoltre, a causa di altre due rivolte scoppiate il 24 e il 29 febbraio 20162, anche gli ultimi due moduli rimasti attivi dopo la rivota del 2010 sono stati definitivamente resi inagibili, così il CIE di Bari è stato costretto alla chiusura. Ma a dire il vero, dalla sua apertura, le rivolte all’interno del CIE di Bari sono state numerose, così come i tentativi di fuga andati a buon fine.