Milano


CPT/CIE DI MILANO
Il Centro di Identificazione ed Espulsione di Via Corelli a Milano – già Centro di Permanenza Temporanea – è stato attivato nel 1999, e la sua gestione è sempre stata affidata alla Croce Rossa Italiana.
Pensato per potere detenere un massimo di 132 reclusi, il CIE, il quale dalla sua istituzione fino agli inizi del 2000 consisteva in alcuni containers fino a quando non è stato spostato all’interno di un immobile costruito ex novo e riattivato nel novembre del 2000, era l’unico in Italia a poter recludere persone transessuali.
Anche il CIE di Milano è stato ripetute volte oggetto di distruzione a causa delle esasperate e inumani condizioni di vita al suo interno. A tal proposito però, le rivolte registrate nell’ottobre e nel novembre del 2013 sono quelle che forse più di tutte hanno segnato le sorti del CIE: dopo cinque rivolte susseguitesi nel giro di pochi giorni, che hanno reso inutilizzabili le ultime parti della struttura già quasi completamente distrutta da rivolte precedenti, hanno portato alla chiusura ufficiale nel
dicembre del 2013.
Dall’agosto del 2004 la struttura è stata adibita a Centro di Accoglienza e gestita dalla GEPSA, ossia la società francese specializzata nella gestione dei penitenziari.