Trapani


CPT/CIE DI TRAPANI SERRAINO VULPITTA
Il Centro di Identificazione ed Espulsione “Serraino Vulpitta” di Trapani – già Centro di Permanenza Temporanea – è stato attivato nel luglio del 1998. La struttura poteva detenere poche decine di persone, visto che si sviluppava all’interno di una palazzina di un’ex casa di riposo per anziani, ma nonostante questo, come spiegato anche da Medici Senza Frontiere, durante i primi mesi dall’apertura, nel CPT si è arrivati a recludere oltre 180 detenuti.
La gestione della struttura è stata affidata inizialmente alla Caritas, ma con la riapertura dopo la ristrutturazione a seguito della strage dove vennero uccise sei persone, la gestione è passata alla cooperativa Insieme ONLUS di Castelvetrano (TP), che l’ha gestita fino alla definitiva chiusura avvenuta nel settembre del 2014. Intanto però, nel luglio del 2011, la città di Trapani ha visto l’apertura di un nuovo CIE, quello in Contrada Milo, ben più grande e con una capacità detentiva di 204 persone, trasformato nel dicembre del 2015 in Hotspot – che può recludere oltre 400 persone – e che il prefetto
di Trapani ha definito “eccellenza del meridione”.
Quella del “Serraino Vulpitta” rappresenta forse la storia emblema della brutalità delle politiche repressive italiane ed europee: la strage avvenuta nel 1999 infatti, racchiude in sé il significato delle frontiere e dell’ingiustizia sociale della normativa di contrasto e respingimento delle migrazioni.